Ci vorrebbe un Costantino

Ambasciata Americana in Roma

Non credo vi sarà mai una unificazione delle religioni: già sarebbe molto far sì che ognuna rimanga nella sua piazza!  Ciò che non vedo possibile alle tante cappelle, però, lo vedo possibile alla politica. Se fossi il Costantino di una grande politica, organizzerei un Congresso Mondiale delle Religioni. A quella sorta di ONU dello Spirito proporrei due temi di lavoro:

 *) la ricerca dei principi universali che guidano ogni religione particolare;

*) i principi fondamentali di una religione, quanto e quando possono legittimare la prevaricazione che è in ogni ideologia quando è imposta?

Ovviamente, nulla vieta a questo Ufficio di considerare folle questo scritto. Prima di escluderlo dalla sua considerazione per questo motivo, però, ricordi, che la follia è un pensiero bifacciale. Da un lato mentecatto, dall’altro, originale.

Non so spiegarmi cosa sia successo allo scritto originale. E’ completamente stravolto da inserimenti casuali che lo rendono incomprensibile in più punti. Lascio l’essenziale. Dovrei avere il fax originale da qualche parte ma spero proprio di no: è veramente scriteriato!

Come questa ma beige

autousa

Come questa ma beige la macchina americana che ho visto in un tardo pomeriggio del collegio di Vellai. Accanto alla macchina un’anziana signora vestita di nero. Si appoggiava al bastone da passeggio. Era targata MI, la macchina. Ho pensato di Milano anche la signora. Sarà una benefattrice, mi sono detto. Ne capitavano. L’autista non c’era. Mi è parso strano. Tranquilla, la signora dava l’idea di aspettarlo. Come se sapesse dov’era. Come se sapesse perché. Come ci fosse abituata. Ci siamo guardati, la signora ed io. Chissà cosa ha visto in un ragazzino in giro per il cortile d’ingresso al Collegio. Per quale motivo non me lo ricordo più. Avrà visto un soggetto da adottare? Un soggetto da escludere? Un’orfanità da compensare? Ai benefattori e alle benefattrici, capita. La staticità del volto di quella donna non mi suggeriva altre ipotesi. Ricordo il mio ritorno in classe. Nella mia pur desiderando altro: confusamente.