Per rattoppare l’anima?

Dragando lungo le rive dell’Adige trovo una borsa con dentro una patente. Ligio al dovere la porto in Questura. Mi fanno attendere più di un ora. Quando giunge la borseggiata capisco perché. La borseggiata riconosce che non sono il borseggiatore. Mi domando come si può pensare che un borseggiatore sia così cretino da portare in Questura il resto di uno scippo! Venerdì scorso, all’interno di un cartone messo sotto un’aiola dove lavoro trovo un portafoglio. Memore della precedente esperienza con la Polizia, questa volta lo porto ai Carabinieri. Il portafoglio era di un extracomunitario. Conteneva la patente, la carta di identità, il codice fiscale ed un agendina telefonica. Dopo più di due ore, mi fanno fermare il verbale. Una quindicina di righe in tutto. Due ore! In quelle due ore, prima di me e a colloquio iniziato, una persona che denunciava un danno. Dopo di me, altre due persone, una delle quali, rapidamente mandata alla Polizia postale per un furto di scatti subito attraverso Internet. In quelle due ore, l’apertura e la chiusura di un cancello, è stato l’impegno maggiore che ho visto dei due appuntati nella guardiola all’ingresso. Firmo il verbale leggendolo di corsa. Se non ci si fida dei Carabinieri di chi altro dovrei fidarmi? Uscendo, lo rileggo: manca l’agendina. Glielo dico? No, mi dice una voce diavoletta. Non vorrai mica stare lì altre due ore, vero?! Mentre sto andando a casa, verso di me arriva una macchina della Polizia. La strada è stretta. Mi spancio su una macchina. Passano. Credete che abbiano alzato un ditino per dire grazie?! Neanche per idea! Come dovuto! E’ vero! Non tutti sono così, ma perché molti sono così?! Carenza professionale? La divisa come terapia delle carenze? Perché, pur pagati dal Cittadino, è meglio farsi servire dal Cittadino che servire il Cittadino? Per il bisogno di manifestare un macismo indistinguibile dalla cafoneria? Per rattoppare l’anima?

Giugno 2007

Cara Drita: anima mia.

Cara Dita, anima mia, so’ na profe de filosofia. Te si poco femminista.

ladritaCossa voto dir co sta parola vaga? Che se na dona la dà nei denti, i deve ciaparsela nel cul e star contenti? Cara siora, la me filosofia, la se basa su l’eterna lota fra chi gà bega, e chi gà la pota. Par questo, mi so dona perché la ciapo dal me Toni, e so omo, quando ghe digo: se non te fili drito, stasera, te vè a dormire sotto el Ponte Piera! Allora, cara la me dona, soi contro l’omo, o soi contro la mona? Intanto che te ghe pensi sù fate un paro de limoni. Chissà che non te la finissi de farte problemi così coioni.

Anima piena sono stata

Cara Drita: anima piena sono stata di una voce filtrata dal rosone di una chiesa.

ladritaCara la me ciapada, da un’estasi vocale da parer astrale. Quando gavemo bisogno de Luce, sparisse ogni Ciesa: anca come Casa. Solo resta, l’Attesa.