Intendimenti “per Damasco”

Per Spirito, intendo sia la forza della vita sino dal principio che la forza della vita dello stesso Principio. Lo Spirito del Principio non è tanto né poco: lo Spirito è vita, e il suo spirito (la sua potenza) vitalità. Lo Spirito è la vita della Natura che ne recepisce la forza secondo la sua Cultura. Come un muscolo è l’immagine della sua forza, l’immagine dello Spirito è la vita soprannaturale e naturale di cui è forza. Secondo la conoscenza di ciò che è alla coscienza, come la forza del nostro spirito è tramite di alleanza fra gli stati della nostra vita, (come fra vita e vita), così, la forza dello Spirito, è tramite di alleanza fra la vita umana e quella del Principio della vita. Come per la parola, lo Spirito è l’emozione della vita che dice sé stessa. La percezione dello Spirito è della coscienza che la recepisce come forza. A maggior percezione, maggior forza, maggior coscienza e maggior conoscenza. La conoscenza sullo Spirito è data dal sentire le emozioni della vita: il Tutto dal principio. A maggiorato sentire, maggiorata conoscenza per la maggiorata emozione.

“Per Damasco”, chi?

A causa della fine dell’Amato (destino che ho iniziato a conoscere la notte di Capodanno del 1985)  nel febbraio del 1991 mi sono ritrovato come si ritrovò l’Aretino Pietro: con una mano davanti e una di dietro. Solo ora ne sorrido qualche volta ma all’epoca non c’era proprio di che farlo. Allora, ero solo un bendato: vuoi dalla vita personale, vuoi dalla sociale, vuoi da una cultura religiosa che non avevo mai particolarmente seguito, ma che lo stesso pativo perché la sentivo amorosa solo a disinfettate parole. Ho cominciato a crescere a me stesso solo dopo averla buttata fuori dalla mente! Il pensiero che avevo buttato fuori, però, è rientrato (non più come prima!) per mezzo di una vita che prima non avevo mai considerato! Non si finisce mai di doversi ricredere.