Non è più gay perché adesso c’è lei

biblioscuro

Serenamente non capisco tutto questo casino! Che dice il Povia, se non confermare che la vita è tutta un “famolo strano”? Da quello che ho letto, il suo personaggio sembra diventato strano per l’intervento di una donna. Che sarà mai?! La vita fa, e per rifare la vita disfa mica da oggi! Una sola cosa dovrebbe fare l’ArciGay: presentare a Sanremo una canzone su di un puttaniere che vive felice e contento perché se lo prende nel sedere. Regalo la rima alla causa.

Gennaio 2009

Una blogger si chiede

Gay è razzista?

Carissima: non siamo diversi (in quanto Finocchi) perché alcuni hanno l’indole verso un non comune uso del sedere, ma siamo diversi perché noi stessi o perché no; e tale diversità, volenti o nolenti, ci accomunerebbe agli etero, se solo sapessero essere diversi perché sé stessi. Rileggi a mente fredda il mio post, (se è quello che ha motivato il tuo commento) e vedrai che non è il razzismo, il soggetto del discorso. Nessuno, (almeno nessuno che conosco) è, di per sé, contro un altra razza. Al più, è contro forme di non corrispondente civiltà, usi, o costumi. E’ anche vero, però, che anche a noi capita di essere barbari a noi stessi. Capita anche, però, che non siamo abbastanza razzisti verso la nostra barbarità. Saremmo probabilmente migliori, se lo fossimo. Saremmo in Paradiso, se lo fossimo. Invece, siamo in Adamo: nel nato dalla terra. Porta pazienza, allora, se qualche volta ti diamo (gay e no) dei motivi di sconcerto.

E intanto il tempo se ne va

cantavano ieri sera al Flexo di Padova

arosadue

Consenzientemente traviato da un amico, l’ho accompagnato, ieri sera al Flexo di Padova. Il Flexo è un cruising bar con dark room. I non interessati alle godurie gay, si accontentino di capire l’inglese! Il locale non è male. Ha qualche pretesa architettonica. Anche riuscita, direi, e comunque sia, ho visto ben di peggio. Qualche giovane a parte, è frequentato da età adulta. Come succede già da mo’, gli amici che accompagno vanno a cercare il romeo e/o la giulietta dell’occasione. Non trovandolo/la, si rompono le palle. Io, invece che vado cercando vita, la trovo sempre, così, me le conservo integre.  Qualche giorno fa, non mi ricordo più da chi, ho letto che solo un grande dolore può buttarti fuori dalle coazioni a ripetere. E quello ho avuto. Ci imprigioniamo nelle coazioni a ripetere, tanto quanto viene frustrata l’idea che muove la nostra ricerca. Con altre parole, tanto quanto non accettiamo (e/o riconosciamo) le verità denunciate dai riscontri che riceviamo. Perché non cerco sesso, in un esplicito locale da sesso? Perché mi sento come chi è appena uscito di galera. Ci ritornerò? Non so. Ci vorrà un atto d’amore.

Dicembre 2007