Lo Spirito è giusto

se vola nel cielo del Giusto

Per cielo intendo l’area fra due intenzioni agenti: quella della Determinazione e quella dell’Accoglienza. Ora, sia di questo piano della vita come dell’ulteriore (cambiano i fattori ma non i risultati) ammettiamo che lo spazio giusto frai due agenti sia 10. Data la misura, la Determinazione non è invasiva tanto quanto non la supera, e l’Accoglienza non è remissiva tanto quanto non la subisce. Lo spazio giusto, quindi, lo dice la nostra remissività, tanto quanto non si sente variamente oppressa, e lo dice la nostra Determinazione tanto quanto non si sente variamente oppressiva. Visto che la vita è stato di infiniti stati di vita, così anche le misure fra gli agenti sono composte da infiniti stati di spirito. Viste le infinite misure del nostro spirito, quale la rotta certa? La rotta certa si stabilizza, tanto quanto lo spirito non è impedito da eccessi nella determinazione, o da eccessi nell’accoglienza. Quando succede, si deve rivedere il pilota, e non per ultimo, ricordare che il volo è giusto, tanto quanto non ci distrae lo stato della pista (vecchia, nuova, alta, bassa, ecc. ecc) come neanche farci distrarre dalle condizioni atmosferiche dei sentimenti, perché perennemente mutevoli. In fine, giusto per non subire la pena di brutti atterraggi, raccomanderei di non porre distrazione fra il nostro sentire lo spirito, e il nostro pilotare lo spirito.