Immagine, Somiglianza, Origine.

Conoscere l’Immagine della vita è impossibile. Conoscere la nostra, indispensabile.

apenna

Allo scopo di collocare il nostro spirito nello stato della Vita (immagine della Natura della Cultura del Principio della forza dello Spirito sia nel Supremo che nell’ultimo) per essere a Somiglianza della vita originante, la vita originata non può non sapere la sua Immagine. Il trinitario cammino verso il Principio della vita (quello naturale o il soprannaturale) è avvio alla coscienza di ciò che è alla conoscenza del piano di vita nel quale si va (o si viene) alla luce. La conoscenza di ciò che è alla coscienza dice lo stato di somiglianza fra l’immagine umana e quella del Principio. Limitare e/o condizionare la conoscenza di ciò che è alla coscienza è, dunque, limitare e/o condizionare il rapporto di corrispondenza fra la vita del Principio e quella della Somiglianza. Nell’ostacolare il rapporto di corrispondenza fra l’Immagine del Principio (e dei suoi stati, i principi) e ciò che è a loro Somiglianza (la vita umana e i suoi principi) si limita alla nostra vita, la facoltà di porsi con giusto spirito presso l’Origine.

Immagine e Simbologia

neomarchio

L’immagine è formata da frecce azzurre. Indicano le quattro fondamentali direzioni della vita: verso il “basso”, verso “destra”, verso “sinistra” e verso “l’alto”. Con le frecce in tutte le direzioni e per tutti i significati simbolici di basso, alto, destra sinistra, intendo dire che per vivere il mio reale sono andato per tutte le direzioni. In ragione dello stato del proprio spirito ciò vale per tutti.

apenna

Per richiami biblici al posto del quadrato avrei dovuto metterci un cerchio ma se al quadrato diamo il senso più simbolico dell’agorà come luogo della vita, va bene anche così. Ho sentito un po’ di fastidio per quella verso il basso ma anche per quella ho trovato il senso: per capire la vita, infatti, può rivelarsi necessario una discesa verso il basso come anche una caduta in basso: basso che, simbolicamente parlando, è detto dalla zona grigia agganciata alle frecce. Le frecce grigie cono circoscritte (e in ciò perimetrate) del celeste. Il celeste è il colore che dice il celestiale. E’ celestiale ogni stato della vita che si eleva al divino. Si può dire celestiale anche la vita di per sé, in quanto (almeno per i credenti) di celestiale provenienza il suo principio. La celestiale provenienza di un Principio non esclude dalla vita nessuna vita: ed è per questo che il grigio è contornato da un celeste che gli è di invalicabile confine. I confini separano i valori dai non valori. Il bianco simbolizza la verità. Nell’agorà si irradia come luce; altro simbolo della verità. Unificando i sensi detti, si può dire, quindi, che i raggi della Luce della Verità toccano i confini ma la Luce della Verità rimane il Centro dell’agorà che è e che siamo. Dimenticavo: anche nella strada verso l’alto sono agganciate delle zone d’ombra, ma restano ai lati, Si, questo lo terrò!

Nella composizione delle immagini (come d’altra parte anche per gli scritti) seguo sempre lo stesso procedimento. Agito da un’emozione, prima penso che la devo attuare. Poi,

  • seguo la prima idea che mi passa per la testa;
  • a tentoni la sviluppo;
  • Quando non sento alcun dissidio mi dico che è attuata;
  • così considerata, me la spiego.
  • Lo stesso è successo anche per il segno culturale e per lo spirituale. Quei due segni, però, non li ho fatti io.

Ho scelto di non usarla perché tutto quel blu riesce a trasformarla in un grido: aborro le urla. A malapena giustifico le mie.

Immagine e immagine

“… ma l’amore non in senso “cristiano”, come deformato successivamente, bensì in senso carnale…”

Condivido il carnale, Mauro, come scalino che porta alla conoscenza di Dio (religiosamente parlando) ma non possiamo “conoscere” Dio se non conosciamo noi stessi. Se non conosciamo noi stessi, infatti, su quali basi valuteremo la nostra somiglianza con l’Immagine, o con altre parole, la nostra somiglianza fra vita e Vita? I sufi sostengono “che ogni donna (volontà accogliente) che diventerà maschio (volontà determinante) entrerà nel regno dei Cieli”. Si ma senza dimenticare l’altra faccia della medaglia: ogni maschio (volontà determinante) che diventerà donna (volontà accogliente) entrerà nel Regno dei Cieli. Ne consegue, che non entreranno nel regno dei Cieli, il determinante che non si fa accogliente, come neanche l’accogliente che non si fa determinante. Al principio ammettendo una sostanza assoluta, ne deriva la sua assoluta unità. Nel Regno del suo Cielo, quindi, potranno entrare immagini, all’Immagine somigliante, tanto quanto sono unitari. Con altro dire, spiriti che in unica forza sono unica vita. Diversamente dalla sostanza al principio (e dello stesso Principio) la nostra vita  è stato di infiniti stati di vita. Anche raggiunta, una nostra mssima unità, non diventerà mai assoluta, pertanto, non potremo entrare nel Regno del Cielo del Principio. Secondo stati di infiniti stati di vicinanza o lontananza, presso quel Cielo, graviteremo.

Datata marzo 2007
Riscritta al 10/12 2019 – Corretta nel Marzo 2020

I significati di questa immagine

neofiori

Più volte mi sono chiesto perché trovavo particolarmente simpatica l’immagine di questi fiori: evidente fuori tema (pensavo) rispetto agli argomenti che tratto.

Mi sono svegliato questa mattina verso le tre e mezza. Mi sono detto: che faccio adesso? Non avendo un chiaro cosa mi sono dedicato alla composizione di altre immagini capoverso. Dopo averne  composte ed escluse alcune mi sono dedicato a questa: in origine, piatta senza la sfumatura rossa. Dopo alcuni miglioramenti mancati mi sono fermato su questa versione. Perchè?

Sostengo che il rosso sia il colore dello Spirito, perché rosso è il colore del sangue e il sangue, come lo Spirito, è portatore di vita. La traccia rossa sotto i fiori li alza dalla pagina. Sinonimi di alzare sono sollevare – elevare. Comunque formati, i fiori sono un corpo della vita naturale.  Si può dire, allora, che l’immagine di quella Natura così alzata, simbolizza l’elevazione che lo Spirito attua in quel corpo.  E’ vero che me le sto’ dicendo e facendo, ma è anche vero (sempre per me, ovviamente) che trovo l’intento dello Spirito particolarmente “Clemente e Misericordioso”. Visto come trattiamo la Natura, di Clemenza e Misericordia direi che ne abbiamo bisogno, e che lo Spirito ce lo ricorda. Si, è vero: a ricordarlo in questo momento è il mio spirito non lo Spirito. E’ anche vero, però, che per dire la sua Parola, lo Spirito della vita influisce infinite vie e per infiniti modi. Ne consegue che nessun strumento della Vita può dirsi (o essere detto) escluso.

Immagine e Somiglianza

Per il principio dell’uguaglianza che è dato dalla corrispondenza fra un’immagine e ciò che gli somiglia, la vita a somiglianza del Principio non può non avere gli stessi stati.

Natura

triangolo

Cultura                                               Spirito

Se stessi gli stati, non per questo stessi i rispettivi stati: assoluti quelli del Principio, e relativi al proprio stato quelli della vita originata, sino dal principio,  dal Principio.