Ammesso che Dio sia Luce

Ammesso che Dio sia Luce, (simbolo di Verità) lo è in assoluto, essendo Assoluto. Dall’idea di Dio, quindi, i profeti ricevono l’illuminazione che contiene quell’idea. Un’idea assoluta va interpretata per assoluti. Assoluta in Cristo fu l’idea di Padre. In Maometto l’idea di Islam: dedicato o abbandonato a Dio. In Dio non vi è separazione fra nome e attributo in quanto è, appunto, assoluto principio. L’abbandono in Dio, quindi, è abbandono nel Padre: volontà che la nostra forza (il nostro spirito) accetta nel Così sia, e l’Islam nell’Insciallah. “In tutte le culture esiste il concetto di giusto, di vero e di buono!” A mio avviso, prima del buono viene il bene, anche se è vero che nell’assoluto della Parola (vita del Principio) ogni termine della Sua vita e inscindibile dal tutto che la sua vita è.

Era bella la luce e fresca l’aria

Sto lavorando nella cucina di un un ristorante di una certa importanza. Sono stanco. Non ne posso più. Mi cade l’occhio su di una nota. E’ indirizzata a me. La leggo ma non ci capisco niente. E’ firmata da un certo Tosi.

apenna

Chiedo chi è ad alcuni del personale ma non sanno dirmelo. Infine, indicato da un lavapiatti, senegalese per tratti, dopo tanto vagar lo trovo. Dopo aver letto la nota che gli ho riportato, mi chiede se sono disponibile a qualsiasi orario. Gli dico di si. Più tardi gli confermo che non c’è la farei. Non ho ancora mangiato nulla. Apro un frigo per prendere un qualcosa: e’ stracolmo. Sono tutti avanzi. Prendo del formaggio da un involto pieno di pezzi. Sembrava del Taleggio: era pieno di muffa. Con quello, un paio di grumi intinti in una salsa verde. Esco con quel po po’ di menu, e mi siedo ad un tavolo, messo sotto un albero senza foglie ma era bella la luce e fresca l’aria. Al tavolo di fronte al mio sono seduti quattro giovani. Li guardo. Non più di tanto. Non mi notano. Ciarlano ma non li odo.  Chino il capo sul merdaio di cibo che ho tolto dal frigo e comincio a mangiare. Mentre lo faccio, sento un canto corale. Bello si, ma non mi prende, così, mi rimane sullo sfondo. Inaspettata, dallo sfondo che trascuro emerge una voce. Mi blocco. La cerco. Viene da un morettino che avevo appena notato. E’ sui vent’anni. Capelli neri ma lisci. Il taglio della barba gli evidenzia il volto marcato e bellissimo! Non sta guardando gli amici mentre canta tenendo la sedia in bilico. Non sta guardando neanche me. Come tutti quelli che avrei potuto amare, d’altra parte. Cosa dirvi di quella voce se non che era angelica, ma non bianca. Sento che è una romanza. Non per donna. Non per me. Mi sarei tagliato un braccio perché lo fosse. Par che canti sulla sua vita. Forse di più, par che canti la vita. Non vedevo l’ora che terminasse per applaudirlo. Per fargli vedere che c’ero anch’io! Mi sono svegliato prima.

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Maggio 2009