L’amore è il mondo

L’amore é il mondo che permette alla vita di essere in comunione con sé stessa in ogni suo stato. Nessun essere dovrebbe considerarsi esentato dal compito di perpetuare quel mondo. Ben diversamente, si deve escludere ogni improprio uso di quella forza. Ad esempio, ogni abuso in amare come nei casi di Pedofilia attuata. Si può dire, dunque, che esiste una Pedofilia positiva ed una Pedofila negativa. La positiva, è quella di chi comunica il proprio sentimento di vita, indipendentemente, dall’età di chi ama e dall’età di chi è amato. La negativa, è quella di chi attua il suo sentimento d’amore, non tenendo assolutamente conto della Minore identità sessuale dell’”amato/a”. E, con questo, spero di aver chiarito sufficientemente le cose anche per quanti/e impossibilitati a capire, forse perché antepongono (sul mio ragionamento) o dei convenzionali ma non ragionati principi, o delle paure che nulla hanno a che vedere con i miei discorsi sulla Pedofilia in quanto tale. Si comportano, questi e queste, come chi, ascoltando una conferenza sull’atomo, già si vive come contaminato dalle radiazioni della boma atomica. Ci sono, o ci fanno?

Novembre 2006 – Corretta e mirata nel Dicembre 2019

Parla il mondo alla mia mente

cosi velocemente che non ci capisco più niente

Accendo il PC, e dopo aver dato una veloce occhiata ai titoli su la Repubblica guardo le foto: non di meno articoli degli scritti. Ne ho sempre ricevuto uno strano malessere. Domanda senza chiara risposta (su quel malessere) almeno sino ad oggi. La risposta che mi sono dato oggi, è iniziata con un leggero senso di vomito. Se le foto mica si mangiano, mica può essere problema di stomaco mi sono detto. O si, ho obiettato subito dopo. Se le informazioni sono cibo per la mente, infatti, non è escluso che il procurato senso di vomito mi venga da quello stomaco! Perché? Evidentemente, perché si è cibata o e’ stata cibata in eccesso; evidentemente perché la mente non è riuscita ad assimilare contrastanti gusti, odori, profumi emessi dal mediatico minestrone.

“Tennis, Dubai: il match blindato di  Andy Ram”

Ram è un tennista israeliano. Sto poveruomo ha dovuto giocare sentendosi assediato, non solo dall’idea di un attentato verso la sua persona, ma anche dall’ambaradan messo in piedi per la sua protezione. Come siamo malmessi, mi sono detto! Non ho neanche il tempo di fare almeno un rigurgito liberatorio che mi si presenta (pressoché coperto da una mano maschile) la foto del volto di una bambina.

“La siciliana ribelle”

Non so ancora bene di cosa si tratti, ma la mente mi va incontro alle donne violate che si sono ribellate all’ergastolo sofferto per stili di vita da antichi mondi. Da una Sicilia che faccio fatica ad assimilare, passo a Milano. C’è il Misex leggo. Chissà che è il Misex! Sarà un coadiuvante per stitici? No, è una Milano a luci rosse: culi, tette, e alè!

Non ho il tempo di prendere un fiat di fiato, che mi ritrovo in America mentre sta tornando a giocare Tiger Woods E’ un golfista. Non so quante volte campione del mondo. Ha fatto montagne di soldi. E’ tornato alle gare dopo problemi fisici. Giocherà con 64 campioni tra i più forti della specialità. Se nulla ha da dire Madama la Marchesa, cosa cavolo avresti da dire tu, Vitaliano? Ed infatti, “così va il mondo”. Già, ma perché il mondo ha vinto la buca, o perché gli è andata buca? Dal deprimente quesito mi distoglie, sempre a Milano, la visione di una bella donna in passerella. E’ una certa Belem ciliegia di moda sulle solite torte. Noto fianchi generosi: letizia dei parti, mi risulta. E’ delicatamente bella. Chissà perché, penso che anche la bellezza può essere una schiavitù. Che sia una schiavitù l’hanno capito prima, e mortalmente peggio le Schiave di Ravensbrueck.

Ho un bel bere la mia filosofia per mandar giù quel blocco, ma non va giù niente! Forse mi mancano un bel po’ di concezioni tibetane sui destini nella vita. Stanno festeggiando il Capodanno da quelle parti, nonostante siano in una situazione che ha molti capi e molto danno. Non ho il tempo di assimilare quanto vedo, che “Le copertine più trash della storia della Musica” mettono della spazzatura sulla doverosa riflessione inerente al Capodanno tibetano che ho appena visto. Come non bastasse quella delle copertine, mi si da modo di vederne dell’altra attraverso l’occhio indiscreto di Street View: una foto di matrimonio. C’e’ chi caga, chi piscia, chi dorme, delle tette, un culo, ed altro che mi fa cader le braccia da tanta nullità in cui si è perso l’occhio burino di Street View, ma “Usciremo dalla crisi” dice Obama. Non gli dico, hai voglia, solo perché la speranza è l’ultima a morire, ed è forse, la prima divina commedia che ci recitiamo da sempre. Ora, però, ce la faranno giocare all’Inferno.

La grafica dell’Inferno che vedo non è certo come quella che hai disegnato tu, Dante, tuttavia, è intrigante. Non come i tuoi internati, ovviamente. C’è il solito bellone forzutone, i soliti cloni di strane capre, ruderi a gogò, luci stroboscopiche, e l’inevitabile magia. Se bianca o nera non ho sindacato. Dai gironi di quell’Inferno, vengo spinto in quelli di uno stadio, dove l’Arsenal ha fregato la Roma nonostante, la Roma, “abbia sfiorato la rete del pari”. Nonostante? Che è, nonostante? Un’assoluzione in articulo mortis! Altro sfioramento letterario in “Pari senza reti per l’Inter” “I nerazzurri rischiano più volte di passare in svantaggio”. Il che mi suona come dire che a scuola ho rischiato di essere promosso per mancata sufficienza! Aria! Voglio aria!

E l’aria m’arriva tornando a Milano. Profumo di campione in Milano: quello di Beckham e degli annessi e connessi che muove. Si, avete pensato giusto! Davanti al negozio c’è una ressa da matti: centinaia di persone. Tutte, per comperare le “sue” scarpe. Non capisco perché il Vaticano non l’abbia ancora usato per reclamizzare l’Obolo di s. Pietro! Capisco sempre di più, pero’, quelli che, dal mondo, vogliono scendere prima.

Oltre, il mondo gira.

Caffè a casa e poi al bar. Rientrato, ho messo un po’ di ordine sulla scrivania. Quella che appare sulla parte iniziale della pagine del blog, e che non è il coperchio della mia cassa, come pensava un amico intristito dall’idea. A pranzo, un toast. Nel pomeriggio, ho regalato una caramella all’amante. Dovrò proprio dirgli che i dolci che chiede fanno male a me, se non proprio a lui. Sono uscito. Ho girovagato per necessarie commissioni e sono andato a far la spesa per la cena: baccalà e una bottiglia di brut. Rientro. Mangio. Leggo – Lavoro di notte – di Irwin Shaw. Cinematografico. Bevo un bicchiere. Due bicchieri. Tre bicchieri. Oltre, il mondo gira.

apenna

Gennaio 2008

Nelle vene del mondo

Cortese signore: “sapevo” già chi era il medico veronese che è stato invitato dal governo a battere la droga, quando ho letto la notizia nella vostra locandina. Lo sapevo perché conosco il dottor Serpelloni. Avendone bisogno, mi affiderei al dottor Serpelloni senza alcuna ombra di dubbio. Sarebbe capace di rovesciare il mondo medico, pur di giungere al fine. Non le scrivo per questo, quindi. Le scrivo, perché il suscitare aspettative è fortemente erroneo. Battere la droga, infatti, (come annuncia il titolo della vostra locandina) suscita l’idea che si possa battere, e questo, purtroppo, può provocare un abbassamento della guardia come involontario effetto collaterale; abbassamento della guardia, o negli odierni tossici e nell’odierna tossicodipendenza (vissuta e sentita in modo sociale più che espressamente delinquenziale) o nelle famiglie, o in quanto correlato alla droga e/o alla tossicodipendenza. Nessun rilievo al titolista, ovviamente; è di cronaca che si occupa, mica di tossicodipendenze. A mio avviso, nessuno può battere la droga, signor Direttore. Al più, si può battere una tossicodipendenza. Molte volte, col rischio di battere anche il tossicodipendente. Nessuno può battere la droga, perché la droga scorre nelle vene del mondo, oltre che in quelle del singolo tossico. Per tale fatto, nel corpo sociale, il sangue venoso della droga, scorre presso quello arterioso. Così, come sanno bene i medici, ogni intervento sulla parte malata del corpo, (l’economico – delinquenziale) nolentemente, rischia di ledere la parte economico – sociale, sana. Esempio più vicino a noi, di quanto sostengo, lo direi il caso della Discoteca sulle Torricelle, che ha dovuto subire il pesante contraccolpo, anche economico, derivato da accertamenti, che se da un lato hanno tenuto conto della causa contro la droga, dall’altro, non hanno contemporaneamente tenuto conto dei doli che hanno fatto patire all’economia del titolare, e a quella dei suoi dipendenti. Va dato atto al suo giornale, di aver mirato meglio l’informazione un qualche giorno dopo, ma come lei sa bene, e molto meglio di me, ogni smentita, è, purtroppo, una notizia confermata. Rimango dell’idea (per averla pesantemente provata, anche se non su di me) che la droga si batte solamente con un? altra droga. Voglio dire, che solo una forte idea, (culturale, e/o chimica e/o l’insieme) può batterne una altrettanto forte. In attesa di quell’idea, non per questo dobbiamo convivere con la droga, così come dovremmo imparare a convivere con la mafia. In attesa di quell’idea, dobbiamo togliere vita alla presente idea. Togliere vita alla droga come sostanza e/o idea, ma non togliere vita alla giovinezza, però. Con i miei più cordiali saluti.

Pubblicata in data 25/06/2008 con la dicitura “Lettera firmata”. Non so perché hanno omesso il mio nominativo ma per quanto mi riguarda fa lo stesso.
Giugno 2008