Diciamo Satana

Diciamo Satana la forza della vita (lo spirito) massimamente contrario alla vita.

apenna

Conveniamo che sia 100 quella misura del suo stato. Ora, conveniamo sulla nostra: diciamo che, in ragione dello stato di coscienza sul nostro stato di vita, sia 10. Naturalmente, può essere di più come di meno. In ragione di quanto il nostro spirito è separato dal suo bene, ne subiamo la corrispondente sofferenza; sofferenza che può recare un semplice mal di testa, come, nei casi più gravi, a molte forme di malattia. Non per ultimo è più grave caso, ai suicidi. Immaginiamo Satana, ora, in quei frangenti di dolore: non può prendere una pastiglia; non può andare da uno psichiatra; non può suicidarsi! Può solamente manifestare un astio contro la vita, che in fondo in fondo (ma non tanto) è un astio verso di sé! Per me, è da compatire. Ovviamente, la compassione che dovremmo dare ad ogni forma di vita quando è dolente, non giustifica nulla! E’ anche vero che può risultare spiritualmente dissidiante quando viene data con sentimento ipocrita. Come non sbagliare? Secondo me, vedendoci come dei supermercati. I supermercati offrono di tutto. Sta al bisognoso di spesa, prendere quello che gli necessita e quanto, ben sapendo, già dall’ingresso, che tutto ha un costo, non tanto perchè lo chiede la vita (il tutto dal Principio) quanto perché abbiamo deciso che a chiederlo sia la nostra: il tutto dal nostro principio.

Caro Francesco: Satana non è come dicono…

Satana non è come dicono gli esorcisti. Non volermene se entro a gamba tesa sulla questione. Lo posso proprio perché tu non puoi: pascere per altri pascoli.

apenna

Di Satana bisognerebbe rivedere la biografia, rivedere i genitori, e per quale utilità hanno fecondato la vita di un così ribaldo spirito, ma se non l’ha tirata lunga il Generale figurati se lo faccio io che manco sono caporale! Se ho capito bene, sostiene che è figura simbolica e rappresenta, il principio della multiforme identità dello spirito del male di chi si oppone a quello del bene: concordo. Il male è una figura composta da principi culturali. E’ dolore naturale e spirituale da errore culturale, infatti. I bene ed il male, di per sé (essendo i principi culturale di uno o dell’altro pensiero)  sono forze (spiriti) disincarnate. Incarnata lo diventano, tanto quanto (nel caso del male) l’influit* dall’errore che porta al dolore (e quindi al male) concede ad una corrispondente forza di sovrapporsi alla su*. Lo  stesso succede per le forze (spiriti) diretti da principi di bene. Per infiniti versi e/o condizioni, l’incauta accoglienza nel proprio spirito di uno spirito diretto dall’errore che porta al male può permettere la fondazione (e/o la rifondazione) di un’identità in errore. Per opposto influsso, la fondazione (e/o la rifondazione) di identità dirette dal bene.  Nei casi di identità fondate e/o rifondate (può succedere anche secondo condizioni da patologia anche per quelle dirette dal un loro senso del bene) di quale spirito lo spirito fondante e/o rifondante? Poiché nulla sappiamo del cuore dell’uomo, non ci resta che la verifica delle azioni. Direi del bene tanto quanto fonda e/o si rifonda della vita che porta alla gioia della verità, e del male tanto quanto fonda e/o rifonda della vita che, in presenza dell’errore porta al male detto dal dolore. Ad esclusione del Principio (stato della vita sovrana e unica perché prima) nessun’altra forma di vita può dirsi tale. Ammessa (e per amor di tesi concessa) l’esistenza di Satana come persona, quindi, anche quella (non essendo un principi assoluto) non può non essere e non avere degli infiniti stati di bene e di male, e manifestarsi per quelli e secondo quelli secondo infinite identità che sommiamo con lo stesso nome: Satana. Si può certamente ammettere, allora, che se Satana è il conglobante nome di infinite identità in errore, lo può (comunque si manifesti e/o comunque sia lo stato spiritico usato per farlo) come lo spirito che porta il nome di chi soggiace a quella forza; e se un influito dal male si chiama Caio, Caio è il nome dello spirito negativo che influisce Caio. Direi in fine, che Satana è il soffio che gonfia la gomma del veicolo Caio, ma non per questo il Caio in carne, diventa ruota del Caio disincarnato. A meno che non accetti, in piena coscienza, di diventarlo. Chi lo accetta in piena coscienza non mostra alcun genere di dissidio fra essere un Caio fortemente influito e un Caio che non vuole diventarlo. Chi diventa un Caio indiviso da Caio, é un diavolo che se la ride degli esorcisti perché è pace con sé stesso, tanto quanto prosegue, fra Caio e Caio,la reciproca elettività del reciproco spirito.