Shemà Israele

Non so cosa farei se fossi Israeliano. A favore del tuo essere, o se, nel tuo essere, contro il tuo fare. Da cristiano nell’essere, anche se non poco perplesso sul mio fare, sono sempre rimasto affascinato dalle tue grandi storie; che poi, siano rimaste storie per l’uomo adulto che sono, non per questo, il fascino (fanciullino, lo confesso) si è ridotto. Posso dirti, pertanto, che, complessivamente, non ti sono anti qua o anti la! O meglio, ti sono anti, come sarei anti all’amico che ha bevuto troppo alcool. Non anti verso la persona, ovviamente, ma contro il suo momento, sì! (Stavo per dirti Spirito, al posto di alcool. Mi avresti capito lo stesso. Lo so.) A proposito di Spirito, da non pochi anni mi domando: sei veramente sicuro che ti abbia promesso il possesso di quella terra? Si, perché, detto molto francamente, a me pare t’abbia dato una croce, non, una terra, o quanto meno, una terra dove devi portare una croce contrattualmente non detta! Per “croce”, intendi il peso della vita della Natura, sulle spalle della sua Cultura. Non so se sia il dolore a rendere eletti per il modo di affrontarlo, o se sia una fede per il modo di crederci e/o di viverla. Quello che so, è che dove c’è dolore non c’è verità, perché il dolore, è il male naturale e spirituale da errore culturale! Sia come sia, a farti ala mentre percorri il tuo destino vedo molta gente. C’è chi grida: coraggio! C’è chi tira sassi! Chi sulla tua caduta scommette pro o contro. Non vedo nessun Cireneo, però! Mi rifiuto di pensare che Dio non l’abbia previsto perchè ha dei limiti, quindi, avrà le sue buone ragioni. In attesa di capirle, Shemà (la vita) Israele!

Shemà Israel

Secondo stati di infiniti stati, vita, è Spirito Determinante e Spirito Accogliente. In quanto forza determinante a livello culturale, e penetrante a livello naturale, per principio è maschile. Per opposti ma speculari principi è femminile. “Così in Basso, così in Alto.”

Sul Sinai, Mosè ha accolto la manifestazione di uno Spirito (sia di Dio o no non è l’oggetto di questo discorso) all’inizio dubitando (mi pare) ma in seguito (anche per le particolari manifestazioni di quella forza) cedendo la sua ragione a quella Ragione. La remissione di una ragione a un altra, è il principio base dell’Accoglienza che nella Donna forma la femminilità e il carattere della sua forza. Si può pensare, allora, che lo spirito del Mosè si fece (culturalmente e spiritualmente parlando) Ancella di quello Spirito. Con il Mosè, si fece Ancella anche l’Israele che accolse lo Spirito che il Mosè aveva accolto. Per quella a_razionale e totale remissione della singola e collettiva fede, quello Spirito li disse Eletti. Si può dire che è stato, storicamente e spiritualmente così, sino all’Olocausto. Cosa è successo dopo la strage di quel popolo? A mio sentire, è successo che ha detto basta al ruolo del sacrificante Isacco che nel tempo era forzosamente diventato. Umanamente parlando con tutte le ragioni, tuttavia, con delle conseguenze spirituali, forse non considerate. Ammesse e non per questo concesse le mie ipotesi, da parte di Israele vi è ancora l’originale corrispondenza di spirito (la vitalità particolare) con lo Spirito: la vita universale? A mio sapere (so perché sento, non, perché conosco) direi che quella alleanza cessa, tanto quanto non si accoglie lo spirito di quel Principio con la principiante remissività spirituale. Si può dire, pertanto, che L’Israele di ora non è più eletta Ancella, tanto quanto si fa l’eletto maschio che (sia nel particolare che nell’universale) pone alla vita (e di conseguenza al suo Spirito) delle egocentriche condizioni. Nulla come il dolore e il conseguente lutto possono mutare così tanto un’Identità; lo possono sino a far deragliare un animo dalla sua strada. Quella percorsa da un popolo Isacco disposto per fede ad accogliere il sacrificio della vita, o quella del popolo Isacco, che dimostra (sia al particolare mondo che all’universale) così tanta fede nello Spirito della vita da fermare la mano che gli tiene il coltello alla gola? Non so: oltre non “vedo”.