Le stanghe di Lucignolo

Le faccio pervenire una nuova stesura di questa lettera perché nella precedente non sono stato chiaro neanche a me stesso.

Vuoi per scienza vuoi per indiretta esperienza, ma il dottor S. sa bene cos’è “droga”. Il giovane invece, più che altro ne sa il piacere che da. Nel frattempo, è incompleta coscienza, come incompleta coscienza è quella di chi non conosce il senso della parola “dolore” perché non l’ha ancora sentito. In questa fase della sua esperienza, certamente è disponibile a riconoscersi come intossicato ma non certo come tossicodipendente, se, per tossicodipendente, intendiamo la figura che abbiamo sinora conosciuto: vuoi per strada, vuoi per cronaca. Vi è quindi scollamento di immagine e di significati fra ciò che il Medico ed il giovane intendono per drogato. Se non si tiene conto di questo diverso intendere, le campagne contro la Tossicodipendenza rischiano di diventare delle Campagne contro la giovinezza. Il giovane che sente le Campagne contro Tossicodipendenza come campagne contro una sua volontà di vita, (per quanto rischiosa, e lo sa), non farà altro che agire come a suo tempo agì Pinocchio contro il Grillo. Mi auguro che il Dottor S. trovi il modo di non tacere con Pinocchio ma di schivare il martello.