Caro Francesco: vita, è stato di infiniti stati.

Vita, è stato di infiniti stati.

Si origina dalla corrispondenza fra tutti e in tutti i suoi stati.

Al principio

Natura

triangolo

Cultura                                                                       Spirito

Il che vuol dire che corrispondiamo per affinità di forza per lo stesso spirito. Nella dinamicità della vita, la corrispondenza fra vita e vita gode della reciproca vicinanza e soffre, per la reciproca lontananza. Tuttavia, in un punto ci ritroviamo tutti. Ci ritroviamo, nel concetto, di “vita”. In quel Concetto non c’è separazione. Non, io, lo affermo. Lo affermano l’errore e il dolore.

Gli stati della droga: leggera, pesante, pantano.

Dalla scelta proibizionista si è formata la figura Tossico_delinquente. Con la scelta antiproibizionista si protrarrebbe la sola figura Tossicodipendente. Quale delle due è più “facile” recuperare? Se la seconda, perchè lo Stato, si rende e rende la vita più difficile? In conseguenza di una scelta antiproibizionista è chiaro che al mondo asociale mancheranno clienti, ma questo, non farà altro che riciclare la sua attività. Per la stessa scelta, anche a quelli che si occupano di tossicodipendenza mancheranno clienti, ma, sapranno o potranno riciclarsi anche loro? Dove la politica sociale non indica ai suoi operatori, come di uscire dalla Droga senza per questo restar disoccupati del motivo che li fa vivere, gli stessi, cosa difendono? Un’idea proibizionista, o un posto nella vita non disgiunto da un lavoro? Come vede, oltre che leggera o pesante, la droga è anche pantano. Ci sono statistiche al proposito?

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Agosto 2006