Tossicodipendenza e Violenza: sguardi.

biblioscuro

La “spada” è l’arma che uccide i sogni alla vita.

La tossicodipendenza è il tocco che ferma i tuoi anni a quando li avevi.

La tossicodipendenza ripete all’infinito trenta denari di tradimento.

L’eroina sta agli eroi come una mattina se non ci sei.

Se hai bisogno di un nemico per sentirti amico povero quell’amico che non ti è nemico.

La violenza è estranea agli animali ma non quando si dicono persone.

Le mani che urlano fanno male al cuore.

La violenza è il braccio armato della miseria.

Come l’Ignoranza, l’Intolleranza separa vita da vita.
L’Intolleranza verso se separa da noi stessi ciò che ci è proprio.
L’Intolleranza verso l’altro separa ciò che ci è prossimo del se altrui.
L’Intolleranza verso se uccide l’amore di se.
L’Intolleranza verso l’altro uccide l’amore dell’altro.
L’Intolleranza uccide l’amore fra se e l’altro.
L’Intolleranza uccide l’amore perché uccide la comunione.

asepara

Le affermazioni su l’intolleranza, prese alla lettera, hanno un risvolto che non mi piace per niente, in quanto rischiano, nonostante l’eccellenza nei propositi, di essere sentite come un carcere. All’epoca non me n’ero accorto, ma all’epoca tiravo la vita coi denti. Tutto potevo, allora, fuorché lasciare la presa! In effetti, la dove una ricerca di comunione genera una reciproca intolleranza, la divisione può anche diventare questione di una sopravvivenza psichica, la dove non fisica e/o culturale. Come per le tossicodipendenze, allora, si tratta di operare per la riduzione del danno.

Gennaio 2009

Violenza sulla Donna

Dice il ministro Carfagna: alla base dei soprusi c’è una concezione dove la donna è un oggetto da possedere, da trattenere, da bistrattare, a cui si nega la dignità dei diritti, la libertà di essere quello che è, quello che desidera o vuole diventare.

Vero, direi, però, che questo è il tipico ritratto della virilità da gallo del pollaio. Dell’amante cioè, che nel rapporto con la donna, all’aspetto esistenziale, privilegia la sola conquista di un piacere, che, in ragione dello stato passionale può diventare una voglia di dominio su “l’oggetto” che lo procura. Ovviamente, non tutti gli uomini sono così. Ci sono uomini (come di converso donne) che nel rapporto con l’altro/a donna fondano le conferme sulla loro forza, fondano il senso della loro esistenza, fondano la loro fiducia nella vita. Un crollo totale di quei fondamenti può diventare un lutto che non risparmia nessuna parte di un essere. Può diventare causa un conflitto emotivo, implosivo quanto esplosivo. Nel primo caso, può radere interiormente le convinzioni dello stesso soggetto, e nel secondo, esteriormente radere la figura causante il suo lutto. Oltre che rieducare gli uomini (e le donne) al reciproco rapporto, allora, bisognerebbe rieducarli anche ai significati di matrimonio: alleanza di due soggetti intenzionati a diventare un’unica carne per poter essere un’unica vita. Non ci si scappa. Il matrimonio è una faccenda molto seria. Se incoscientemente presa, può diventare mortale, anche dove una data vita non la si può dire clinicamente morta.

Novenbre 2009

Vi è violenza anche nei soffi d’imbecillità

E’ una storia vecchia, questa che racconto. Mi è tornata alla mente solo da poco. Non riesco a togliermela dalla testa, quindi, la devo scrivere!Più di una ventina di anni fa ho avuto a che fare con il Centro Anti Violenti di Verona. All’epoca mi occupavo di tossicodipendenze. Alla ricerca di aiuto ho bussato a non poche porte. Fra le tante, anche a quella. Allora il Centro ospitava gli Obiettori di coscienza. A che titolo e per quali motivazioni non mi interessa sapere. Fra gli ospitati un omosessuale (veronese guarda caso) allora tra il formalmente morbido e l’effeminato. Ho sempre avuto l’istintiva tendenza a far da infermiera alle personalità ancora fragili. Mi ero subito accorto, infatti, che quel giovane stava vivendo il pesante momento di chi teme il giudizio di non normalità. E’ un giudizio che “spaura” quelli che ancora non hanno sufficiente pelo nello stomaco! Già all’epoca ero ben cosciente di desiderare i diversi da me: diversi perché omosessuali per gusto, non, per totalizzata identita’ sessuale. Per me, i sessualmente simili sono seduttivi come le coppe quando il gioco va a spade! Nel mio gioco, però, mi capita di comprendere anche le spade quando è necessario dirsi, viversi e aiutarsi, appunto perché, indipendentemente dalle figure (o dalle figurine) appartenenti allo stesso mazzo; ed è quello che è successo! Anni dopo mi capita di incontrare il “titolare” di quel Centro. Mi fa capire che sa, e che non mi dovrei permettere di fare quello che crede di sapere. Non mi ci è voluto molto per capire che il giovane gli ha riportato quello che crede di aver capito da un atteggiamento gay, solamente compartecipativo. Tutt’ora mi viene da ridere immaginando passionale quel moto di vicinanza! Sempre anni dopo (mai che ricordi una data!) ho visto l’ex giovane frequentare un bar gay con l’evidente ed autonoma sicurezza dei certi di sé. Pur lieto di quella crescita dell’eta’ (di vita non so) a tutto ho pensato fuorche’ rinnovargli delle sorellate intenzioni, come neanche ricordargli, quanto, di quelle aveva capito, a causa di una esperienza ancora narcisistica. Purtroppo, per i coinvolti, alla vita conigliesca, capita di interpretare come palo ogni spaurante ombra. Se intelligente (anche minimamente) la persona estranea all’esperienza omosessuale si rivolge a chi di dovere (quale che sia non lo so trattandosi di un caso fantasmatico) oppure chiede l’ascolto anche dell’altra campana. Diversamente, che ha fatto quel contestualmente imbecille? Ha emesso il giudizio che sintetizzo: non devo provarci. Non ricordo cosa gli ho risposto. All’epoca avevo da rispondere ad un lutto ben di più pesante di quell’ignorante sentenza. Ricordo ancora molto bene, però, l’umiliazione che ho gratuitamente subito, e che ora gli restituisco così. Agirò ben diversamente quando lo rivedrò: strada facendo.

Ci sono liberazioni e liberazioni

Distinguerei: liberazione da un pensiero politico variamente fascista, o liberazione da chi pratica la violenza per imporre il dato pensiero? Piaccia o non piaccia, qualsiasi pensiero, di per sé, è legittimo, è nella verifica dell’attuazione che è accettabile o meno. Ora, anche ammettendo che il pensiero fascista sia la sentina di tutti i mali, è pur sempre l’atto fascista da osteggiare al caso, non, una posizione politica. A mio vedere, tutte le ideologie politiche (e non per ultimo anche le religiose) dovrebbero avere un Comitato Liberazione Scorie.

Maggio 2008